A George Saunders il Man Booker Prize

[Pop Vision] Il Man Booker Prize è uno dei più prestigiosi riconoscimenti britannici per libri scritti in lingua inglese e quest’anno è stato assegnato al romanzo “Lincoln nel Bardo”, dello scrittore americano George Saunders.

Saunders ha una storia “strana”, come la definisce lui stesso. È nato ad Amarillo in Texas, ma è cresciuto a Chicago e ha seguito un percorso di formazione scientifica, ottenendo un Bachelor of Science in Ingegneria Geofisica alla Colorado School of Mines. Si è poi iscritto a un Master in Scrittura Creativa, alla Syracuse University, e – mentre lavorava come esperto di geofisica (partecipando persino a spedizioni di esplorazione petrolifera a Sumatra) – ha iniziato l’attività di scrittore. Oggi scrive per grandi giornali come il New York Times, The New Yorker, Harper’s Magazine, GQ e, naturalmente, scrive racconti e romanzi.

Nel 1996, è uscito “Il declino delle guerre civili americane”, di cui Ben Stiller ha acquistato i diritti per un grande film, che ancora rimane in cantiere. Il libro è uscito in Italia nel 2005, per i tipi di Einaudi, così come Pastoralia (2001). E poi Mondadori ha pubblicato “I tenacissimi sgrinfi di Frip” nel 2002 e Minimun Fax “Nel paese della persuasione” (2010) e “Dieci dicembre” (2013).
L’ultimo lavoro di Saunders, “Lincoln nel Bardo”, è uscito quest’anno per Feltrinelli. Dopo i racconti brevi, questo è un romanzo di ampio respiro, che racconta i sentimenti del Presidente Lincoln durante e dopo la morte del figlio. Larga parte del racconto si svolge nel bardo, cioè quello spazio immateriale della tradizione tibetana in cui le anime sostano, tra la vita e la morte.

Lincoln in the Bardo, by George Saunders

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