È morto Berger, l’autore di “G.” (Booker Prize 1972)

[POP VISION] Il 2 gennaio scorso è morto John Berger. Aveva 91 anni, inglese d’origine, ha vinto il Booker Prize nel 1972 con il suo romanzo “G.” e ha scritto uno dei più conosciuti saggi di critica d’arte “Ways of Seeing”, legato alla sua esperienza nei programmi d’arte della BBC. È difficile definire il percorso culturale di Berger, lui amava definirsi semplicemente uno storyteller e, in effetti, ha esplorato l’esercizio della scrittura in molti modi, dalla narrativa alla sceneggiatura, dalla drammaturgia all’articolo politico, dalla critica artistica sino al disegno. E infatti ha scritto romanzi, come G. (edito in Italia da Neri Pozza) o Festa di nozze (pubblicato dal Saggiatore), ma anche raccolte di saggi, quali Questione di sguardi (il Saggiatore) o Sul guardare (Bruno Mondadori) o ancora Modi di vedere (Bollati Boringhieri).
Ma che scrittura era quella di John Berger?
Si potrebbe dire “incompiuta”, sempre alla ricerca, sempre sul margine del non-finito, del non-dato una volta per tutte. Infatti i suoi scritti non seguono la fenomenologia delle cose, così come sono. Ma si perdono sempre in rivoli di pensiero, in parentesi che si aprono, attirano tutta l’attenzione e non sempre si chiudono. Forse Berger può esser definito un incoerente, usando il termine nella sua accezione più alta: uno scrittore non racchiudibile in una categoria ben definita, ma sempre alla ricerca dell’indefinito che è insito nella realtà.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *